Chef migliori, le loro ricette sono su Netflix

Gli chef migliori del mondo e le loro ricette sono su Chef’s tablela serie di documentari di cucina di Netflix, a firma di David Gelb.

Se la prima stagione era già abbastanza speciale (c’era anche Massimo Bottura, che in questi giorni è diventato una specie di numero uno al mondo), la seconda ha accentuato ancora di più i punti forti dello show: estetica foodporn e grandi storie personali degli chef protagonisti.

Ogni stagione ci sono 6 episodi, questa è, senza tante parole, la discutibile classifica dal migliore al peggiore.

1. DOMINIQUE CRENN DI ATELIER CRENN, SAN FRANCISCO, USA.
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Tra gli chef migliori c’è lei: ragazza francese, adottata, dolcissima, misteriosa, apparentemente con una vita solo per il suo ristorante, anzi ristoranti (ha anche un bistrot, Petit Crenn).

Serve menù presentati come poesie, prima donna a prendere due stelle Michelin. Nel documentario si dilunga sul padre che non c’è più, le telecamere la seguono in Francia, ci sono continuamente foto di lei da piccola. Poi tutto si connette: ogni foto sembra spiegare ognuno dei suoi piatti. Merita, e poi gli altri chef migliori sotto hanno già avuto le loro soddisfazioni.

Best quote: «It’s not about us creating dishes. It’s about connecting everything, from the start to the finish».

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Best dish: Non importa, come dice lei. Ma lHoney apiary qui sopra non sembra male.

2. GRANT ACHATZ DI ALINEA, CHICAGO, USA.

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Lui è il vero numero uno della serie. Molto cuoco, moltissimo artista. Cucina genere “oltre”: ti fa mangiare su cuscini che liberano profumo di noce moscata, oppure serve palloncini di zucchero.

Storia pazzesca: gli diagnosticano un tumore alla bocca, lo danno per spacciato, trova quasi per caso una cura sperimentale, cucina avendo perso il senso del gusto per mesi, poi lo ritrova.

Nel frattempo chiede al suo executive chef, Mike Bagale, di realizzare un palloncino commestibile. Lui ce la fa. Meriterebbe anche lui di essere tra gli chef migliori. 

Best quote: «All chefs want to be known for using a knife. Cutting, creating, sautéing… doing all of that. But maybe that’s not the most important thing. Maybe the most important thing is taking the idea, that little nugget, and handing it to someone else. And the next thing you know, someone is holding a balloon».

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Best dish: Tropical fruit with rum, vanilla, kaffir lime. Ovviamente servito direttamente sul tavolo. I tipi di Chef’s Table ne hanno fatto l’immagine di copertina della serie.

3. ALEX ATALA, D. O. M., SAN PAOLO, BRASILE.

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Lui è diventato davvero una star. Di questi primi tre cuichi, è forse quello da cui mangerei più volentieri. Ex punk, diventa il messia della nuova cucina brasiliana, usando solo ingredienti locali.

Il documentario inizia con un suo sogno, fatto una sera dopo che aveva preso troppi acidi (vedi frase sotto). Poi:

  • Al 7° minuto sgozza un gallo come se stesse sbucciando una banana.
  • Al 13° copre d’oro una formica amazzonica.
  • Al 15° si fa una cucchiaiata di salsa di formiche che sanno di lemongrass.
  • Al 26° squama con un coltello di mezzo metro un enorme pesce Pirarcu.
  • Al 36°, tra una lezione sulla tapioca e i suoi derivati, si fa pure un match di judo contro un malcapitato e un bagno nudo e tatuato in acque amazzoniche.
  • Si fa due cuori di palma abbattendosi da solo l’alberello.
  • Gran finale sulla storia dei suoi tatuaggi (mica pochi).

Best quote: «A plant has a circle. A seed becomes a plant that has a flower, it transforms into a fruit. The fruit drops. There’s another seed… and the seed grows again. This is a circle. And I said: “I see. I understand. But why did you show me the flower?”. And he said: “The flower is the moment that we live, the most beautiful moment of the circle. The most beautiful moment. Contemplate this”».

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Best dish: The Amazonian Ant. Ma anche il Pirarcu con farina di manioca, tucupi e tapioca.

GLI ALTRI CHEF MIGLIORI, MA FUORI DAL PODIO

  • Uno è Gaggan Anand, del Gaggan di Bangkok, Thailandia. Indiano che trova fortuna in Thailandia. Decide di fare cucina prog indiana, s’indebita, perde un fratello, va a studiare al Bulli, ma alla fine ce la fa.
  • Enrique Olvera, del Pujol di Città del Messico, in Messico, è praticamente il re della tortilla sofisticata. Anche lui ha un debole per le formiche, che usa per una salsa in cui stufa del mais.
  • Ana Ros, di Hiša Franko, a Kobarid, in Slovenia è una talentuosa chef, in piccolo paese di piccolo Paese. Delicata, acuta, sofisticata. Unica pecca: meriterebbe una stella Michelin, ma in Slovenia non ne danno (ma sarà vero?). Marito sommelier che appare un bel po’ saccente. Contenta lei.

Il trailer di Chef’s Table Season 2 e il link per vedere tutti i video su Netflix.